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PRESI PER CASO BANDSTRIBE

  
BT) In che anno si è formata la band?
PPC) La band, in verità, è nata due volte. La prima, nel 1997, quando, da detenuti nel carcere di Rebibbia, chiedemmo di “evadere” dall’inerzia e la passività carceraria attraverso la musica. La direzione ci concesse una sala e lì cominciammo a “mettere su” i primi pezzi, principalmente cover . La vera svolta si è avuta però sette anni dopo, da liberi, nel 2004, con il musical carcerario “Radiobugliolo” scritto da Salvatore Ferraro che ebbe grande successo. Da lì non ci siamo più fermati.

BT) Come mai la scelta di questo nome?
PPC) All’epoca, noi stavamo “dentro” mentre “fuori” c’erano i “Neri Per Caso” che mietevano bei successi. Cercavamo per noi un e un modo ironico per raccontare la condizione carceraria a partire dal nome: Presi Per Caso poteva essere un ottima fusione di ironia amara e realtà

BT) Quali band sono state di ispirazione nella vostra carriera musicale?
PPC) Il nostro progetto musicale, proprio per le modalità un po’ atipiche di reclutamento dei suoi membri, accoglie, per forza di cose, gusti e generi musicali diversi: dal blues del delta al prog, dal vaudeville al punk passando per il reggae e lo swing. Noi la chiamiamo “Jail-Music” ed è una condensa di suoni e ritmi molto diversi, spesso parodie di generi molto irriverenti, a volti amari, a volte feroci, il più delle volte ammantati da tanta ironia

BT) Cosa ne pensate della scena attuale del vostro genere?
PPC) Crediamo di essere abbastanza unici nel nostro genere … per fortuna degli altri

BT) Quali sono le vostre fonti di ispirazione per i testi?
PPC) I nostri testi traggono nutrimento da storie realmente accadute, da umori vissuti, da quello spirito di sopravvivenza del prigioniero convertito in humour che poi riusciamo a restituire con performance dal vivo molto trascinanti

BT) Ci sono stati cambiamenti di line-up durante gli anni o la formazione è rimasta invariata?
PPC) Tantissime. Nel progetto sono transitate almeno trenta persone, forse di più. Considera poi che quando la band suonava unicamente dentro il carcere cambiamenti e defezioni all’interno della band erano determinate dalle scarcerazioni e dagli arresti. Una volta il giornalista musicale Massimo Cotto scrisse di noi sottolineando il fatto che la nostra band aveva una caratteristica unica: la defezione di un musicista dalla band veniva “salutata” con gioia anziché con stizza perché significava che il musicista era stato liberato

BT) Quanti concerti ha fatto la band?
PPC) Oltre 300 concerti in dieci anni, sia in Italia che all’estero. Forse per una band “normale” sono pochi. Per noi significano un traguardo immenso.

BT) Cosa ne pensate della scena musicale attuale della vostra città?
PPC) Circola dell’ottima musica e ci sono musicisti bravissimi. Il problema, piuttosto, sono gli spazi dove suonare. In tal senso, noi abbiamo un’idea molto “folk” di questo problema: Gli spazi vanno creati…un po’ come facevano i vecchi folk singer: andavano nei campi, nelle prigioni, in tutte quelle situazioni a forte compressione sociale… e suonavano. Punto. Dobbiamo, quindi, un po’ uscire da quella falsa immagine per cui essere musicisti significhi essere fighi. Gli spazi dove suonare li deve creare prima di tutto il musicista, che può suonare ovunque.

BT) Parlateci dei progetti presenti e futuri della band
PPC) Dopo cinque anni di silenzio discografico, Sta per uscire il nostro nuovo cd, il quarto per essere precisi. Si intitola “FUORI” (ma solo per un breve permesso premio). Siamo molto contenti. Il disco è stato interamente finanziato col sistema del “crowfunding”. Un centinaio di persone ha pensato che il nostro progetto, giunto al suo decimo anno di attività, dovesse essere sostenuto e che meritasse un aiuto. Troppo bello!

BT) C'è qualche messaggio particolare che volete quindi lasciare in conclusione ai visitatori di BandsTribe?
PPC) Che dire?...ascoltate qualche nostra canzone,venite a un nostro concerto perché…ve lo assicuriamo… ne vale davvero LA PENA

        

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