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LIBRA BANDSTRIBE

 
BT) Quali sono le origini della band?
L) Ci siamo conosciuti anni fa, suonavamo insieme già prima dei Libra e siamo passati per generi musicali diversi ma tutto è servito per arrivare a questo progetto in cui l’elettronica ed il minimalismo sono i punti di forza. Durante il nostro percorso abbiamo incontrato il nostro produttore artistico Antonio Filippelli, con lui dopo un anno di lavoro abbiamo dato alla luce “Sottopelle”, un disco avvolgente da ascoltare in cuffia.

BT) Ci sono alcune band in particolare a cui vi siete ispirati?
L) Sicuramente nei nostri ascolti c’è tanta musica elettronica estera, prima di dare una forma al disco ci siamo chiesti quali artisti piacessero a tutti i componenti della band e abbiamo trovato 3 nomi da cui partire per creare qualcosa che poi fosse comunque diverso e nostro: The XX, Radiohead e James Blake. Ascoltiamo anche molta musica in italiano ma probabilmente questo si coglie più nei testi che nella musica.

BT) Quali tematiche affrontate nei vostri testi?
L) Vogliamo parlare di cose vere e condivise che riguardano noi e la nostra generazione. All’interno del disco ci sono stati d’animo come la noia o la paura del futuro, ritratti come quello di Zoe, il lato dolce dell’amore ma anche quello più esplicito, i narcotici e gli anestetici.

BT) Il vostro nuovo disco è disponibile in formato download su soundcloud: potete parlare un po' dei brani?
L) Il nostro primo disco “Sottopelle” si trova su iTunes e tutti i digital stores. I brani sono 10, minimali ed eterogenei ma con un denominatore comune: l’elettronica. Un mare di suoni per creare un equilibrio che anche un solo strumento in più o in meno potrebbe rompere, un viaggio attraverso le sensazioni e le sfumature della nostra vita. Per capire il resto bisogna ascoltarlo.

BT) Parlateci dei vostri impegni live
L) Stiamo organizzando un tour per portare la nostra musica al di fuori della nostra città, faremo uscire tutte le date sulla nostra pagina Facebook ufficiale (www.facebook.com/libraofficial). Siamo indipendenti e sappiamo quanto sia importante suonare e portare in giro il disco creando un contatto diretto con le persone, inoltre curiamo molto la parte dal vivo, usiamo luci e video per far entrare il pubblico nel nostro mondo.

BT) Cosa ne pensate di internet come mezzo di diffusione musicale?
L) Internet è il futuro ed il presente della diffusione musicale. Proprio per questo abbiamo scelto di essere presenti su tutte le principali piattaforme sia a livello di store che di diffusione gratuita. Ormai non si può far finta di nulla e questo ha moltissimi lati positivi ma ne ha altrettanti negativi. È vero, bisogna stare attenti ma andare contro il progresso sarebbe solo controproducente, ormai è giusto che una band faccia attenzione a tutti questi aspetti che sono parte integrante del gioco.

BT) In particolare, quanto ritenete importante la funzione delle webzine e dei magazine come supporto musicale?
L) Una buona promozione specialmente a livello emergente è proprio incentrata sulla collaborazione e sul ‘passaparola’ del web, per noi il lavoro che le tantissime webzine e magazine fanno a supporto della cultura è un qualcosa di prezioso che andrebbe finanziato molto più di quanto avviene nel nostro paese ma crediamo che presto se ne renderà conto anche chi governa, non si può rimanere indifferenti e bisogna investire soprattutto a partire dalle piccole realtà.

BT) Quali sono i progetti futuri e presenti della band?
L) Ora che il disco è fuori, la cosa che ci preme di più è suonare tanto in giro per portare la nostra musica a più persone possibili nella dimensione che preferiamo che è appunto il live, vogliamo che Libra sia un progetto che spazia in vari ambiti, il progetto dei video remix de ‘La Calma’ è stato un primo passo, ma stiamo lavorando sodo per creare varie cose interessanti quindi stay tuned!!

BT) Quali sono le vostre impressioni riguardo alle possibilità che i locali offrono per suonare dal vivo? Ritenete siano carenti o che soddisfino le esigenze delle bands?
L) Purtroppo non sempre alle band sono date le possibilità giuste per riuscire semplicemente a promuovere il proprio lavoro come meglio si dovrebbe, e questo un po’ è dovuto ai proprietari dei locali che ovviamnte hanno interessi diversi in gioco, ma soprattutto alla mentalità imperante riguardo a questo aspetto: suonare non deve essere visto come un qualcosa che si fa tanto per, è un lavoro a tutti gli effetti e dietro ad ogni esibizione c’è un lavoro e un impegno difficile da immaginare, forse ci vorrebbe un po’ più di rispetto e ci guadagnerebbero sia le band che i locali, che sarebbero pieni di gente che vuole ascoltar buona musica dal vivo!

BT) C'è qualche messaggio particolare che volete lasciare in conclusione ai lettori di Bandstribe?
L) Continuiamo a supportarci a vicenda e anche realtà piccole e faticosamente emergenti riusciranno a trovare lo spazio che meritano, perché l’Italia è piena di bella musica giovane e fresca pronta per essere scoperta, andate ai concerti, comprate i dischi, insomma continuate così!!

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