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GIORGIO TERENZIANI BANDSTRIBE

 
BT)Ciao Giorgio e grazie per questa intervista; è da molti anni che suoni il basso, a che età hai iniziato gli studi per questo strumento?
GT)Ciao e grazie a voi per avermi contattato: è sempre un piacere. Ho iniziato con il basso all’età di 15 anni, esattamente nel febbraio ’96 e ho iniziato a prendere lezione da Settembre di quell’anno. Considera però che il mio primo approccio musicale è stato con una chitarra classica (presto trasformata in elettrica \m/) quando di anni ne avevo 9.  Oddio, adesso che faccio i conti, quest’anno sono 20 anni che suono… mi piace!


BT)Quale è stato il tuo percorso formativo musicale? (docenti e istituti)
GT)Parto da lontano così scrivo tutto. Ho fatto due anni di chitarra classica e due di chitarra elettrica alla scuola di musica del mio paese (Fabbrico) con in mezzo un anno e mezzo di stop. Poi ho preso lezioni private di basso per circa 2 anni da quello che al tempo era il bassista dei Mr. Pig. Ok, detta in questo modo sembra la versione padana del film Rockstar, ma è davvero così! A quel punto avevo quasi 19 anni e per circa 2 anni ho girato diversi insegnanti della zona per cercare di migliorare tutti quegli aspetti che non avevo ancora curato e vedere di spingermi ancora più avanti a livello tecnico-conoscitivo. Quando avevo circa 21 anni ho iniziato, quasi per gioc,o a insegnare e da quel momento ho capito che dovevo studiare il doppio, anzi il triplo per poter spiegare a gli altri quello che sapevo e per dare il massimo alle persone che si affidavano a me. Proprio con l’inizio dell’attività di insegnante è partito un percorso di ricerca e studio costante che va avanti ancora oggi. Mi ritengo ancora uno studente e non sono molto felice. Cerco di imparare da tutto ciò che mi circonda di musicale e non. Se dovessi però trarre un bilancio del mio percorso di studi ti direi che i miei due più grandi insegnanti sono stati Michele Luppi e Michele “Dr. Viossy” Vioni miei compagni di viaggio dei Mr. Pig prima e ora anche nei Killing Touch. Mi hanno spronato, aspettato e messo alla prova in tutti i modi possibili e con loro è stata una formazione continua: una sfida a migliorarsi e progredire per dare il massimo agli altri e alla band.

BT)Quali sono i bassisti a cui ti sei maggiormente ispirato?
GT)La mia influenza più grande è sicuramente Billy Sheehan, non la prima, ma sicuramente la più importante. Insieme a lui e in contemporanea Steve Harris. Però, sinceramente suonando il basso ho sempre tratto più ispirazione da altri strumentisti e/o cantanti. Mi spiego: un grande bassista mi affascina per la tecnica, alcune idee, il suono ma, in una certa misura riesco a capire cosa fa e come lo fa (riuscire a farlo è, decisamente, un’altra cosa ha ha). Sono i batteristi, i cantanti, i chitarristi, i pianisti/tastieristi piuttosto che violinisti…  che mi lasciano di stucco: voglio imitarli nelle frasi, portare sul mio strumento le loro peculiarità, capire il perché di alcune delle loro sonorità. È uno stimolo continuo, una sfida e da questo approccio capisco anche il percorso che hanno fatto dei grandi del basso e da dove vengono alcune loro soluzioni musicali. A volte c’è anche il processo inverso: senti grandi bassisti fuori dal tuo ambito quali Wooten, Manring, Caron e capisci che hanno seguito un percorso eterogeneo che fa della cultura e dell’amore per la Musica tutta un punto centrale.

BT)In quale band o progetto ti senti o ti sei sentito in passato maggiormente realizzato in rapporto ai tuoi gusti musicali?
GT)E’ una domanda trabocchetto? Ho avuto la fortuna di suonare sempre in situazione in cui credevo al 100% quindi è molto difficile scegliere e rispondere. I ricordi più incredibili li ho dei primi anni di Mr. Pig, fai conto che avevo 19 anni ed ero in quel periodo in cui pur di suonare faresti di tutto. La possibilità di stare accanto a musicisti come Luppi e Vioni e di suonare il mio genere preferito mi ha forgiato e mi ha fatto scegliere definitivamente la strada che sto percorrendo ancora oggi. Ho capito che si poteva anche suonare quello che ti piace davvero e farlo alla grande! I Killing Touch invece sono stati un’altra cosa: suonare cover è bello, ma fare musica propria, portarla in giro per diversi palchi. vedere il feedback della gente che cresce, ecco quello è davvero indescrivibile e non conta se davanti hai 100 o 2000 persone…

Diciamo che non suono più in progetti in cui mi sento me stesso al 100% quindi quello che faccio mi realizza appieno.

BT)Quale tipo di strumentazione e di amplificazione preferisci?
GT)Mi piacciono i suoni con tanto attacco, quelli definiti, in cui prima di tutto si sentono bene le note e quello che fai. Proprio per questo uso un basso della Status con manico in graffite con amplificazione ampeg. Proprio in questo periodo sto valutando alcune offerte di marchi che mi hanno chiesto di collaborare. Per me, prima di tutto viene il suono e quindi prima di “guardare”, “ascolto”. Unitamente a questo cerco sempre di avere con me un compressore settato più che altro come un limiter e un distorsore. A quel punto sono pronto per qualsiasi cosa (più o meno ah ah)


BT)Nel panorama musicale italiano, ci sono bassisti che stimi particolarmente?
GT)Sì, ce ne sono diversi e tutti per motivi specifici. Lorenzo Poli, con cui ho avuto il piacere di collaborare per il metodo “Bassista Autodidatta”, Dino Fiorenza e Gianni Cicogna due Rocker di razza. Roberto Galli un grande e soprattutto un amico. Ne potrei citare altri che ho visto suonare, ma non conosco personalmente. Poi sono felice e orgoglioso del percorso che stanno facendo Damiano Perazzini e Luca Nicolasi due miei ex-allievi (ormai collaboratori) che si stanno facendo sempre più strada nel panorama nazionale. Mi piace sapere che ci sono bassisti che si stanno dando da fare a livello nazionale e internazionale esplorando nuove possibilità del nostro strumento e suonando alla grande in diverse situazioni. Sono sempre molto curioso di vedere cosa fanno i colleghi. Proprio in quest’ottica la partecipazione di quest’anno al Music Italy Show è stato uno splendido momento dove incontrare amici vecchi e nuovi e conoscere persone che di cui avevi solo sentito parlare.

BT)Hai progetti per realizzare un disco solista?
GT)Al momento no. Sfogo la mia vena di follia nei metodi che pubblico e quando mi viene proposta qualche collaborazione a livello strumentale. L’idea del solista sicuramente mi affascina, ma non credo sia il momento, in più posso davvero esprimermi al massimo in tutte le situazioni in cui ho la fortuna di suonare. Non lo escludo certo a priori, ma tra le tante cose in cantiere e le mille idee che mi girano per la testa adesso non c’è nulla che assomigli a un disco solista.

BT)Cosa ne pensi del mercato musicale attuale?
GT)Che non è un mercato. Detta così è una generalizzazione estrema, ma diciamo che è un buon riassunto del mio pensiero. Ci sono ambiti che funzionano bene, altri che arrancano, ma quello che manca è, secondo me, proprio il concetto di mercato: progettualità, investimenti, rapporto costi/benefici, investimenti mirati… Certo, ci sono isole felici, ma mi sembra che il mondo della musica voglia apparire più come un grande parco giochi dove tutti posso divertirsi con poco. L’accesso totale alla possibilità di fare dischi, suonare, farsi vedere è sicuramente una cosa buona e inevitabile, ma ha anche delle controindicazioni. Se per suonare c’è sempre qualcuno disposto a pagare pur di esibirsi, sarà sempre più difficile farsi pagare per un concerto. E se non guadagni dalla tue attività devi avere un’altra attività che ti permette di investire nelle musica. A questo punto la Musica diventa un hobby, una passione e quindi esci da una logica di mercato. Se la situazione sembra questa, credo che comunque ci sia spazio per tutti e, alla lunga, chi ha qualcosa da dire emerga e riesca a farcela con le proprie forze. Sicuramente il mercato discografico è quello più in crisi di idee e investimenti per come la vedo io, mentre il live, l’editoria e la didattica ancora funzionano. Bisogna concentrarsi su quello che si sa fare, contare sulle proprie forze e non aspettarsi niente da nessuno. Se riesci a “valere” davvero qualcosa chi sa far business ti viene a cercare.

BT)Sappiamo che hai terminato da poco il tour invernale "One of a Kind" con i "Killing Touch" e iniziato il tour con i "Mr.Pig", quali altri progetti hai in programma per l'estate 2010?
GT)Per l’estate 2010 l’obiettivo è finire la pre produzione del nuovo disco dei Killing Touch. Stiamo lavorando a i nuovi brani e siamo molto, molto contenti del materiale che sta venendo fuori. Qualcosa ha già l’aria di definitivo, altre sono idee che vanno valiate, provate, suonate e sistemate, ma ci siamo tenuti tutti un bel po’ di tempo per lavorare primariamente su questo. Oltre ai Killing Touch sto lavorando anche con Alex Stornello e Paolo Caridi per un progetto strumentale o meglio, che è nato strumentale, ma non escludiamo diventi qualcosa di diverso…eh eh. Stiamo cominciando a dare una forma a i brani proprio in questo periodo e l’estate sarà un momento molto intenso di registrazioni, prove e contatti perché è un progetto che ha suscitato tantissimo interesse, anche se è appena nato. C’è tutta la programmazione del calendario invernale dei Mr. Pig da seguire e alcuni contatti per i Killing Touch, c’è la scuola per cui insegno e per cui coordino il reparto di basso che sta crescendo e su cui stiamo tutti investendo. Proprio con MMI e, in particolare con Andrea Martongelli (chitarrista degli Arrthemis), ho alcuni progetti relativi alla didattica che vorrei pianificare al meglio in modo da lavorarci in autunno. Mi è stato già chiesto anche di fare un nuovo metodo, abbiamo già deciso il formato e, in linea di massimo gli argomenti, ma mi sa che rimanderò a dopo l’estate perché ormai il tempo rimasto è poco e la testa è già occupata in altre mille cose. Principalmente le cose sono queste, ma ce ne saranno almeno altre 10-15 o in scadenza o da seguire da qui a Settembre. Guarda, se devo dirti la verità, sono già proiettato nel 2011. Per il secondo semestre 2010 so cosa devo fare, sarà un periodo intenso e dovrò lavorare al meglio per tutte quelle cose che vedranno la luce a partire dall’anno prossimo.


BT)In conclusione, ti lasciamo uno spazio per eventuali consigli o messaggi in particolare al pubblico di BandsTribe e ti ringraziamo ancora per questa intervista!
GT)Ringrazio prima di tutto voi per lo spazio e per le belle domande. Per chi fosse interessato a seguire i miei movimenti ricordo il mio sito www.giorgioterenziani.com dove potete trovare le news principali e il link alle diverse date che faccio. A volte sembra un po’ fermo, ma perché mi piace pubblicare solo le news che sono ufficiali al 100%. Per seguirmi al millimetro c’è sempre facebook.Sentitevi liberi di scrivermi alla mia mail personale o, come dicevo, su facebook (ormai la maggior parte del mio traffico internet è lì). A volte sono un po’ lento, ma rispondo sempre a tutti e mi fa piacere ricevere feedback e avere un contatto diretto con chi segue la mia Musica.Grazie ancora e Keep in “Touch”

        

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