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ABSINTHE BANDSTRIBE

 
BT: Quali sono le origini della band e del nome scelto?
AB: La band è stata fondata nel 2006 da me e dal bassista, Riccardo. Entrambi avevamo accumulato una discreta esperienza nell’underground milanese e sentivamo l’esigenza di metterci alla prova con un progetto più vario e meno stereotipato. Da lì l’idea del nome, Absinthe, che significa “Assenzio”. Il riferimento è alla bevanda alcolica, che ha ispirato molti artisti del Settecento e dell’Ottocento. La possibilità di assimilare la figura della Fata Verde al ruolo di una front girl ha fatto il resto. Vorrei poi presentare a tutti i lettori i nostri tre nuovi arrivati: Luciana “Lucky” Fabris alla voce, Matteo “Benza” Benzoni alla chitarra ritmica e Riccardo “Skrotos” Boccassini alla batteria. Delle persone splendide e dei grandi musicisti, con i quali abbiamo la fortuna di condividere il progetto.

BT: La vostra musica include diversi generi:ci sono influenze particolari che vorreste menzionare a tale proposito?
AB: Effettivamente la nostra musica è il frutto della commistione delle molte influenze che caratterizzano il nostro modo di suonare. A titolo meramente esemplificativo potremmo citare le influenze più facilmente riconoscibili come il rock, il pop e un po’ di metal. Ma non disprezziamo nemmeno il blues e il progressive Anni ’70, anzi… ci piace attingere a piene mani anche da quel campo. L’importante è che in fase di composizione tutte queste influenze vengano omogeneizzate nell’amalgama che definisce il sound degli Absinthe.

BT: Cosa ne pensate delle proposte musicali attuali?
AB: Sono la persona sbagliata a cui fare questa domanda. Purtroppo la proposta della scena musicale odierna è a mio parere piuttosto imbarazzante. Per provare vere emozioni devo ancora affidarmi ai soliti grandi gruppi come i Queen, i Guns N Roses e pochi altri. Tra i gruppi attuali apprezzo i Muse, una grande band davvero.

BT: A quali tematiche vi ispirate per la composizione dei testi?
AB: Non abbiamo un tema fisso, però ci piace affrontare in modo approfondito determinate tematiche. Il nostro album “Chapter One: Urban Fairytales”, ad esempio, è un concept che narra le ansie e il senso caotico che la grande metropoli impone. I pezzi nuovi invece sono più introspettivi, dedicate più al ritrovamento di se stessi e alla rinascita dopo momenti oscuri della vita. Qualcosa che attualmente ci riguarda molto da vicino.

BT: Quanto pensate sia importante avere un leader all'interno della band?
AB: Credo che sia fondamentale. Nel nostro caso la leadership è esercitata da me, Riccardo e Kappa in perfetta democrazia. Ovviamente lavorare con me e Riccardo non è sempre facile, siamo molto testardi e convinti delle nostre idee. Però non siamo solo esigenti, diamo anche molto alla band e per questi motivi credo che la nostra leadership sia accettata di buon grado.

BT: Parlateci dell'aspetto live della vostra band
AB: Abbiamo sempre concepito i live come il vero momento clou dell’attività di una band. In studio si può correggere, reincidere, riprovare. Dal vivo invece è necessario che tutto riesca il più perfetto possibile, anche dal punto di vista scenico, che all’inizio era un po’ il nostro punto debole. Ora le cose vanno molto meglio, e siamo sempre felici di vedere i nostri fan soddisfatti alla fine di un concerto. Significa che abbiamo fatto bene il nostro lavoro, ed è una situazione impagabile.

BT: Milano è una metropoli:questo elemento offre più possibilità delle altre città per gli spazi musicali?
AB :Milano è una realtà davvero strana. Potrebbe offrire decine e decine di occasioni per suonare live ed invece molti locali stanno chiudendo, un po’ per la crisi e un po’ per la mancanza di passione del milanese medio per i concerti. Ci siamo resi conto che uscendo dalla grande città il pubblico si scalda, ha più voglia di divertirsi e di fare un po’ di casino a ritmo di rock n roll!

BT: Il vostro ultimo lavoro è stato ormai presentato:ritenete che per ora esso rispecchi le vostre aspettative?
AB: Siamo molto orgogliosi del nostro primo album, crediamo che sia un bel traguardo e che le canzoni siano tutte piuttosto valide. Purtroppo la formazione che ha inciso l’album non era però affiatata al punto giusto, e quello forse ci ha un po’ penalizzati a livello emotivo. Ma anche questo problema è stato risolto e ora siamo più convinti che mai. In conclusione siamo soddisfatti, ma siamo decisi a fare molto meglio con il prossimo disco.

BT: Quali sono, perciò, i progetti futuri a cui vi dedicherete?
AB: Innanzitutto rodare la nuova formazione, che potenzialmente è la migliore che gli Absinthe abbiano mai avuto. Ci siamo allargati, spostando Kappa alle tastiere e questo ci permetterà di aggiungere ancor più atmosfere e sfumature in chiave live. All’orizzonte c’è poi l’incisione di un EP che farà da warm up per l’incisione del nuovo album, prevista per il prossimo autunno.

BT: C’è qualche messaggio in particolare che volete lasciare ai lettori di BandsTribe?
AB: Di non mollare mai, di credere in se stessi e di rispettare la propria arte. Perché la musica, prima di essere un lavoro, una passione o altre cose, è un’arte. Ricordiamo poi che il nostro album è in vendita sia su tutti i migliori negozi online (iTunes, Napster, Nokia Music Store etc), sia in versione fisica in alcuni negozi e su ordinazione direttamente sul nostro sito www.absintheband.net

        

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