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INTERVISTA STIGE BANDSTRIBE

BT) In che anno si è formato questo progetto musicale?

WR) Il progetto nasce col nome Nordavind nel 2013, come 2-men band, in cui il mio ruolo era suonare la batteria. Già dall’inizio, come si evince dal vecchio nome, esso era orientato verso un tipo di folk-black metal sullo stile di progetti come Isengard, Storm, Myrkraverk etc. Tuttavia, abbiamo deciso di cambiare nome in Stige nel 2014, prima del rilascio della nostra demo “Where darkness prevails” (in realtà essa era la seconda demo, ma la prima non venne mai rilasciata ufficialmente).


BT) Quali sono le tematiche principali trattate nei testi delle vostre canzoni?

WR) Le tematiche, inizialmente, erano incentrate sulle solite cose: oscurità, paganesimo, blabla. Tuttavia, la mia intenzione ora come ora è quella di portare avanti un black metal incentrato sulla poesia romantica (principalmente), sulle tradizioni toscane e italiane, sulla storia e cose così, anche se per questa release ho pensato di omaggiare uno dei miei scrittori preferiti, T.S. Eliot (anche se, in realtà, The Wasteland faceva parte della prima demo mai rilasciata).


BT) Il giorno 8 dicembre uscira' il vostro ep "The Wasteland" che tipo di risposta vi aspettate dal
vostro pubblico?

WR) Non saprei, ma spero che riescano ad apprezzare questo nuovo lavoro e questo cambio di tematiche, oltre che di sound.

BT) "The Wasteland" Come mai la scelta di questo nome?

WR)La scelta del titolo, ovviamente, è legata alle tematiche trattate.

BT) Quanto ritenete sia importante la funzione delle webzine e dei magazine come supporto musicale?

WR) Al giorno d’oggi, l’unico modo per farsi conoscere è fare cose come sponsorizzazioni, pay2play etc. Le webzine svolgono un ruolo molto importante per chi, come me, non ha intenzione di assecondare questo mercato marcio. Inoltre, è sempre utile per un musicista ricevere critiche, soprattutto negative, sui suoi lavori.

BT) Parlateci dei progetti live presenti e futuri della band

WR) Non abbiamo mai suonato live per scelta (almeno con Stige, però suonavamo insieme in un'altra band), nonostante le proposte ci siano state fatte (anche se ultimamente stavo valutando la possibilità di farlo). Vedremo cosa ci riserverà il futuro, mai dire mai.


BT) Sappiamo tutti che in Italia questo genere non gode di ampli spazi,pensate che in altri paesi,possa essere apprezzato a tal punto, di garantire ad una band un futuro con piu concerti o credete che il mercato sia ovunque saturo?

WR) Credo che il black metal sia uno dei generi più saturo di band mediocri che hanno essenzialmente rovinato il genere.In Italia, in realtà, di concerti buoni ce ne sono stati tanti, ma il problema fondamentale sono le persone, che hanno ormai perso interesse per la live music, credo soprattutto per le brutte situazioni, i continui conflitti e gli estremismi che questo genere si trascina dietro ormai da troppo tempo. Molto spesso, inoltre, sento troppe lamentele sul fatto che il genere si stia evolvendo in qualcosa di diverso (migliore, a mio modesto parere), e gli italiani sono ancora troppo ancorati alle solite strutture scarne, ai due riff rubati a qualche band norvegese, al sound della cantina di casa. All’estero il genere sta dando il meglio di sé, si stanno concretizzando svariate realtà interessanti (basti pensare ai Bathuska, ma anche a uno dei miei gruppi preferiti in assoluto, i Cult of Fire), e sono convinto che nei prossimi anni avremo tantissime uscite degne di nota.

BT) Condividere un palco con altre formazioni e confrontarsi con altri gruppi,personalmente essendo anche io un muscista penso sia importante in qualsiasi genere musicale,pensate che tra le band ci sia una forte cooperazione oppure pensate che ci sia una competizione?

 

WR) È ovvio che ci sia competizione, ed essa, se usata correttamente, è un ottimo sprono al migliorarsi e dare il massimo. Qui in Italia, tuttavia, non riusciamo a portare avanti nulla senza eterne lotte contro il prossimo, insulti e frecciatine continue. Credo, in undici anni di frequentazione di ambienti musicali e concerti, di non aver mai sentito critiche costruttive, ma solo odio e frustrazione di soggetti che nulla hanno da dire concretamente. Nei live a cui ho preso parte, tuttavia, soprattutto quando ancora suonavo punk hc/ thrashcore, ho conosciuto molta gente disponibile e gentile (guarda caso il 70% veniva da fuori), primi fra tutti i No Omega (appunto), mentre nelle serate di musica elettronica che sto portando avanti negli ultimi due anni ho potuto toccare con mano un mondo totalmente diverso, fatto di scambi di idee, collaborazioni, critiche costruttive e tanta, ma tanta, sperimentazione.

BT)Cosa ne pensate degli standard di produzione e di registrazione attuali?

WR)ttualmente sto studiando produzione musicale da autodidatta (ma non è detto che non provi a seguire conservatorio una volta laureatomi). Nel panorama underground, escludendo i “vecchi nostalgici” che registrano ancora con i Tascam in cassetta nello scantinato di casa (cosa che se fatta bene potrebbe essere interessante, ma ovviamente qui in Italia diventa una buffonata), abbiamo potuto assistere ad un aumento qualitativo disumano in pochi anni. Attualmente, chiunque può crearsi home studios, dati i prezzi contenuti della strumentazione di base, e ciò sta aumentando l’interesse dei giovani di sperimentare nuovi suoni, migliorarsi, mixare correttamente e soprattutto poter creare più musica senza dover necessariamente spendere migliaia di euro in produzioni da studio (non che io sia contrario, anzi, ma il poter registrare demo ed ep in casa è ottimo). La tecnologia è una cosa fantastica, se data nelle mani giuste.

BT) C'è qualche messaggio particolare che volete lasciare in conclusione ai lettori di Bandstribe?

WR) Vorrei invitare i lettori a supportare la musica nostrana e non solo, se avete la possibilità vi invito a supportare soprattutto la nostra realtà storica e archeologica, che è fra le più importanti al mondo. Girate, scoprite, curiosate e leggete, il più possibile. Vorrei inoltre ringraziare gli altri ragazzi del collettivo/etichetta Xenoglossy Productions, con cui collaboro, e inoltre vorrei ringraziare voi di BandsTribe per avermi dato l’opportunità di parlare di questo progetto.

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