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Intervista - Rustless

intervista rustless foto ultimo album 
BT) Quali sono le origini della band?
Steve: Il progetto Rustless nasce nel 2007, con una reunion parziale di 3 componenti storici dei Vanadium, il sottoscritto, Ruggero e Lio, poi dopo varie audizioni, abbiamo scelto il cantante Roberto Zari, così è nata una gran voglia di riprendere a comporre materiale inedito! C’è da dire che in tutti gli anni precedenti la nascita della band, ho sempre composto e messo da parte nuove canzoni in attesa del momento giusto...

BT) Come mai la scelta di questo nome?
Ruggero: Il nome è stata una mia idea e ha un duplice significato: il primo è quello di avere una continuità con il nostro passato, visto che ci chiamavamo come una lega di metallo inossidabile ho pensato che Rust-less (senza ruggine) fosse il più appropriato. Inoltre le prime lettere richiamano le iniziali dei nostri nomi.

BT) Quali tematiche affrontate nei vostri testi
Roberto: in questo album ho voluto parlare di vari temi: si va da problematiche sociali odierne in Invisible che tratta del problema della disoccupazione e dei licenziamenti in età adulta, all’alienazione di internet e dei social in I wanna rock you. Il tema principale comunque è il risveglio, come dice il titolo. Risveglio nel senso di “scollegarsi” dalla rete e vivere una vita reale.

BT) Ci sono alcune band in particolare a cui vi siete ispirati?
Rustless: in genere noi tutti siamo legati all’hard rock e al prog anni 70. Nell’album c’è un omaggio a John Lord nel brano Awakening che richiama Perfect Stranger come intenzione e incidere musicale.

BT) Parlateci dei vostri impegni live
Lio: siccome l’album è uscito il 3 maggio, stiamo chiudendo in fretta e furia le date per la stagione estiva. Stiamo aspettando delle conferme da 2 festival ma abbiamo date programmate fino a novembre. Per saperle seguiteci su facebook!

BT) Cosa ne pensate di internet come mezzo di diffusione musicale?
Andrea: L’unico vero problema di internet è che fa perdere l’acquisto fisico di CD, dischi, ecc (per quel che riguarda il nostro campo), in quanto la musica è fruibile ovunque e gratuitamente. È però un ottimo mezzo di diffusione del medium, e permette a chiunque di farsi conoscere. La sua potenza e le sue community (quando non tossiche) sono straordinarie se si parla di condivisione. Basta sempre evitare gli estremi, cioè non vivere una vita digitale!

BT) In particolare, quanto ritenete importante la funzione delle webzine e dei magazine come supporto musicale?
Steve: per il nostro genere sono di vitale importanza! Visto che non c’è spazio per la realtà rock italiana in nessun canale tradizionale (sono finiti i bei tempi di quando suonavamo negli anni 80 e ci invitavano in RAI!) le webzine e i magazine sono davvero un’oasi nel deserto! Grazie alla passione delle persone che gestiscono questi spazi, spesso gratuitamente e senza ritorni economici, la nostra musica può raggiungere ancora tante persone.

BT) Quali sono i progetti futuri e presenti della band?
Rustless: al momento pensiamo di promuovere al meglio il nostro album in sede live e in tutte le trasmissioni radio dove siamo invitati. Preferiamo vivere il presente per costriure il nostro futuro! Finché ci sarà il nostro meraviglioso pubblico a sostenerci, continueremo imperterriti sulla via del rock!

BT) Quali sono le vostre impressioni riguardo alle possibilità che i locali offrono per suonare dal vivo? Ritenete siano carenti o che soddisfino le esigenze delle bands?
Roberto: vorrei fare un discorso generale. In media i gestori dei locali pensano di essere imprenditori. In realtà per essere imprenditori bisogna avere una visione che abbraccia il presente e il futuro. Se guardiamo la programmazione dei locali troviamo sempre le solite 5 o 6 band che girano. Ovviamente band cover e tributi. Io non sono qui per fare la guerra dei poveri e penso che ci sia spazio per tutti. Ma se i gestori pensano solo ad arrivare a fine mese e a guardare il cassetto, perdono di vista la qualità. Molti locali che hanno seguito questa linea hanno chiuso e, probabilmente, altri ne chiuderanno. Ma non basta per fare capire ai gestori che devono cambiare strategia. Poi ovviamente ci sono le eccezioni che si distinguono. Purtroppo però sono eccezioni!

BT) C‘è qualche messaggio particolare che volete lasciare in conclusione ai lettori di Bandstribe?
La musica inedita ha bisogno di voi! Supportate le band originali italiane che si fanno davvero in quattro per riuscire a sopravvivere in questo deserto musicale. E ricordate che la musica è condivisione, continuate a condividere! Rimanere connessi non significa stare davanti ad un cellulare, ma prendere possesso di sé e non vivere la propria vita da “dormienti”. 

 

Grazie mille per lo spazio che ci avete concesso!

Rustless

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