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Intervista - Luce

intervista alla cantautrice pugliese luce

BT) Ciao e benvenuta su BandsTribe.it.
Parliamo del tuo brano “Cos’è la felicità”; come nasce questo brano?
L) “Cos’è la felicità” è nato poco più di un anno fa, nella mia stanza, mentre ero al pianoforte. È nata in maniera del tutto inaspettata, proprio come la felicità!

 

BT) In che modo e a quale età ti sei appassionata alla musica e al canto?
L) Mi sono appassionata alla musica sin da piccolissima! Nella mia famiglia il mio nonno paterno è sempre stato un grande amante della musica italiana, suonava la chitarra ed è stato proprio lui a regalarmi la mia prima tastiera a 10 anni e la prima chitarra a 16. Se c’è qualcuno che devo ringraziare è proprio lui perché senza la sua intuizione magari non avrei mai iniziato a scrivere canzoni.

 

BT) Dalla tua bio notiamo “cantautrice polistrumentista”; puoi raccontarci quali sono i tuoi strumenti che maggiormente hai studiato e in che modo hanno cambiato la tua visione nella creazione dei tuoi album?
L) Come ho già detto prima, suono il pianoforte e la chitarra. Scrivo i miei pezzi un po’ come mi viene, non mi pongo limiti e mi lascio portare dallo strumento che in quel momento ho sotto le mie dita.

 

BT) Il tuo ultimo brano “Cos’è la felicità” è stato anche scelto come colonna sonora del film documentario “L’Unione falla forse”. Puoi raccontarci come è nata questa collaborazione? Il brano è nato in concomitanza con il documentario e se sì come ha influito nella sua stesura e creazione?
L) “Cos’è la felicità” è nata in realtà dopo che il regista Fabio Leli mi aveva lanciato un’idea sul tema: voleva per il suo film una canzone che parlasse della felicità. Dunque, mi sono seduta al pianoforte, ho premuto REC sul cellulare e ho iniziato a suonare e a cantarci su qualcosa. Dopo 5 minuti avevo la mia canzone e Fabio aveva la sua colonna sonora. Un miracolo.

 

BT) Ascoltando i tuoi lavori che hai realizzato negli anni abbiamo notato che il tuo è uno stile pop influenzato con vene rock; puoi dirci quali sono stati negli anni gli artisti a cui ti sei ispirata?
L) Partendo dal presupposto che per me la musica non ha limiti e ascolto tutto ciò che riesce a farmi provare qualcosa, devo dire che i Radiohead, i Mogway, PJ Harvey, la giovanissima Elisa degli anni 90, hanno influito tantissimo sulla mia formazione musicale. Per non parlare di Lucio Dalla, Lucio Battisti, Niccolò Fabi, Cristina Donà: loro mi hanno portata in maniera naturale alla scrittura dei testi in italiano, nonostante avessi dentro un istinto musicale molto vicino a quello degli artisti del Nord Europa.

 

BT) Quale è il messaggio che vuoi lasciare ai tuoi fan attraverso i tuoi dischi? C’è un qualcosa che vuoi lasciargli in modo particolare?
L) La mia musica è la cosa più vera di me. Non c’è niente di più prezioso per me di sapere di riuscire ad arrivare a chiunque lasciando la curiosità di ascoltare una mia canzone fino alla fine. Perché il messaggio più importante da lasciare a qualcuno attraverso la musica è la verità, che poi è una verità che ci accomuna tutti, in un modo o nell’altro: quella della quotidianità, dei sentimenti che proviamo, dei momenti belli e di quelli meno belli. Siamo tutti legati dallo stesso filo vitale.

 

BT) Dalla tua storia possiamo vedere che hai intrapreso nel 2018 una tournée in Cina e nel 2017 hai partecipato al “Songwriting camp” di Sony. Puoi raccontarci questa esperienza? Come, ad esempio, viene vista la musica italiana nei paesi del sol levante? Quale è il rapporto che si instaura con il pubblico durante i live?
L) In realtà sto puntando tanto sul mercato asiatico perché mi sono resa conto che all’estero c’è un grande voglia di riscatto e di scoperta, di avvicinamento e di rispetto nei confronti dell’artista che scrive canzoni. 
Il pubblico cinese è incredibilmente composto ed educato, ascolta e ti sorride. E per chi è abituato a lavorare tanto, anche solo per sopravvivere, sotto condizioni non proprio semplici, è la più grande dimostrazione di forza che un essere umano può dare di sé.  L’esperienza in Cina è stata tra le esperienze più forti ma anche tra le più difficili della mia vita, ma so per certo che questa esperienza mi ha portata a conoscermi meglio e a diventare la donna che sono adesso.

BT) Parlaci dei tuoi progetti futuri live e discografici
L) Al momento sto scrivendo nuova musica, sto completando i miei studi, sto lavorando a una possibile nuova tournee che potrebbe portarmi per un po’ di tempo molto lontano da casa mia. Presto vi potrò dare qualche notizia in più!

 

BT) Infine ti ringraziamo per l’intervista e ti lasciamo la parola per dedicare un messaggio ai nostri lettori. Cosa senti di dirgli?
L) Il messaggio più importante che vorrei lasciare ai lettori è solo uno: siate felici. 

Cercate la felicità nelle più piccole cose, non lasciatevi mai prendere completamente da quelle cose che potrebbero intaccare la vostra serenità. Perché la vita è una, non abbiamo seconde possibilità.

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