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STEVE HACKETT

 
Non so quante persone credano alla magia, quella fatta di sensazioni e di emozioni, quella capace di farti sciogliere e fondere con chi ti sta intorno. Io ci credo, e l'ennesima prova mi è stata data venerdi 13 Maggio a Roma per il concerto dell'ormai intramontabile ex chitarrista dei Genesis (1971 - 1977) Steve Hackett. Già entrare e trovarsi davanti un vero e proprio fiume di gente per questa location piuttosto raccolta (il teatro Tendastrisce) è emozionante di per se, vedere i "ragazzi" di una volta che hanno conosciuto questo eclettico artista più di trent'anni prima e che con amore ancora lo supportano è qualcosa di indescrivibile. Prima dello show, diversi stop improvvisi della musica di sottofondo fanno sussultare i cuori dei presenti facendoli esplodere in vere e proprie ovazioni. Il momento atteso arriva presto, Steve, insieme alla sua band, fa l'ingesso sul palco, si muove con la consueta eleganza inglese che lo contraddistingue, anche quando saluta i fan, sorridente, ironico mai esagerato. La scaletta è un vero e proprio susseguirsi di piccoli scampoli della sua carriera da solista, arricchita da numerosi pezzi appartenuti al suo periodo "Genesisiano", e quindi tra una "FIRE ON THE MOON" di apertura ed una allegra "EVERY DAY" ecco apparire pezzi come "BLOOD ON THE ROOFTOPS" e "FLY ON A WINDSHIELD" molto ispirate. Per tutta la serata il livello tecnico dei musicisti (Steve su tutti) è stato veramente impeccabile e la linea tiratissima non lasciava certo troppo da dire alle band di "giovincelli" di oggi. Momento di puro raccoglimento lo si raggiunge durante set acustico comprendente "HORIZONS" solo lui e la sua chitarra, seduto davanti ad un publico in religioso silenzio che seguiva ogni singola nota, ogni singolo colpo di plettro che andava ad incastonarsi nelle profonde composizioni che, inutile a dirlo, hanno regalato anche qualche lacrimuccia (compreso al sottoscritto). Un live sincero, dedicatoo a chi ha sempre visto questo genere di musica non solo "di nicchia" come ttanti vogliono far credere, ma anche a chi ne ha fatto un modo proprio e gli ha affidato ricordi ed emozioni personali. La standing ovation era doverosa per questo piccolo grande uomo che, a parer di chi vi scrive, resta ancora il vero e unico chitarrista dei genesis. A fine concerto uno dei momenti più significativi, schivare il placcaggio serrato del personale del teatro aspetando che l'artista faccia capolino dal backstage. Attimi di attesa interminabili ma senza mai perdere le speranze vengono premiati dal suo arrivo tra il gruppo ridotto di fan rimasti li anche solo per stringergli la mano e portare a casa una foto insieme a lui è stata la degna conclusione di uno dei più bei concerti di questo 2011.

LINE UP
Steve Hackett (chitarra e voce)
Roger King (tastiere)
Gary O’Toole (batteria, percussioni e voce)
Rob Townsend (sax e flauto)
Nick Beggs (basso)
Amanda Lehmann (chitarra e cori)

Alessandro Marchi

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