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BROKEN MELODY BANDSTRIBE

broken melody 

L'ascolto di un'album "deve" necessariamente avere uno spazio libero da qualsiasi altra distrazione, sia pur importante, l'attenzione da dedicare all'ascolto di musica (soprattutto di alto livello) non accetta compromessi. Bene, prima che dubitiate dell'integrità mentale di chi scrive spiego questo piccolo cappello introduttivo. Avevo già tentato di portare a termine questa recensione ma, causa impegni e distrazioni varie, lo avevo lasciato in sospeso tanto da dimenticarlo. Dimenticare questo lavoro? Al nuovo ascolto (al quale ho dedicato dutte le mie energie) sembra quasi impossibile che io possa aver dimenticato cosa i sardi BROKEN MELODY avevano fatto in studio di registrazione. Si sta parlando ovviamente di Mirroring Identities, che personalmente ritengo "WOW". Il mio buonismo non è affatto esagerato, questi miei semi conterranei hanno dato una risposta ad una domanda retorica che mi sono posto più volte e alla quale non mi sono mai dato pienamente una risposta: se il prog-rock anni '70, passando per quello pop-rock anni '80 e '90 fosse arrivato fino ad oggi e avesse scelto il metal come approdo finale, come sarebbe stato? Ceeeeeeerto, qualche simpaticone mi potrebbe menzionare centinaia di band altisonanti, fattostà che l'idea di sound che non avevo mai concretizzato nella mente ha ottenuto subito riscontro ascoltando  queste 10 tracce. Potenza, padronanza della tecnica, forti influenze che sbucano ovunque e quella buona e sana dose di estrosità che rende band come questa uniche. La scaletta e succosa, satura di ottimi spunti e ben strutturata Certo, il numero eccessivo di ballad contenuto in questo lavoro ne rallenta la fluidibilità e ne risente soprattutto la potenza con la quale si presenta fin dall'inizio con "The beast within", strepitosa apertura, forse solo un po titubante dal punto di vista canoro dove l'alternarsi tra clean e growl appare a tratti un po incerto.  La tecnica è veramente notevole, la band è veramente un'unica cosa dietro agli strumenti, un suono corposo accompagna l'ascoltatore per tutto il tempo ed il groove c'è, e che groove. Affascinante anche il lavoro fatto con il songwriting, maturo e tanto tanto originale, fresco direi. Poi, cosa che apprezzo in maniera spropositata è l'estrosità dei riff di chitara e gli assoli sfociano nel più fantasioso modo di comporre. Un po penalizzato purtroppo è il basso che manca di personalità e fa sentire troppo spesso la mancanza di interventi che avrebbero risolto in maniera grandiosa molti brani, forse persino le ballad.Per il resto sono convinto che ci troviamo davanti ad una delle realtà di punta del prog metal e spero di riuscire a seguirli presto live per assaporare le loro fatiche nella dimensione più ampia che è tipica dei concerti dove chi suona sancisce o meno il proprio status di artista.
Buon ascolto.
 
Titolo: MIRRORING IDENTITIES

Anno di uscita: 2009

Brani: 10 tracce

Etichetta: ALKEMIST FANATIX

Contatti: http://www.broken-melody.com 

        

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