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TIMECUT BANDSTRIBE

 
Finalmente qualcosa di originale. Di questi tempi non è facile trovare della musica che traspiri un po’ di originalità e di passione, ma i Timecut si rivelano una lieta sorpresa. Things Can Turn Ugly è un album dalle atmosfere cupe, dalla qualità malinconica e leggermente onirica. Forse non tutte le canzoni sono originali e sorprendenti, ma di certo sono tutte competenti, ragionate ed ispirate. Musicalmente è difficile trovare gruppi alla quale paragonarli(sulla loro pagina si definiscono una band alternative/visual); alcune progressioni ricordano i ritmi del genere post rock o del rock alternativo più tradizionale, mentre altri tocchi invece ricordano vagamente gruppi come i Tool. La voce contribuisce grandemente alle atmosfere malinconiche sopra citate; il cantante è perfettamente immerso in questo mondo un po’ desolante e la voce riflette le emozioni, a volte contrastanti, necessarie a descriverlo. La voce è sia calda che fredda, espressiva che inespressiva, arrendevole e arrabbiata, ma sono contraddizioni necessarie che creano l’equilibrio giusto. Tecnicamente la band è compatta ed elegante, e sebbene alcune canzoni possano essere forse più monotone di altre, non ci sono momenti di noia. Le canzoni che più ci sembrano degne di nota sono l’introduttivaSore, forse il pezzo più interessante dell’album, The Chant Parade, Want e la conclusiva This Will Lead To An End, epilogo appropriato per un album come questo.



Titolo: Things Can Turn Ugly
Brani: 10 tracce
Anno: 2012
Produzione: Valery Records
Contatti: http://www.myspace.com/timecut

        

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